DALLO SVILUPPO SOSTENIBILE ALLA BIOECONOMIA – Risponde Michele Cassol, dottore agronomo dell’Ordine di Belluno

1) Trasferimento dell’innovazione dalla ricerca alle imprese. Quali gli strumenti e il
ruolo del professionista Dottore Agronomo e Dottore Forestale?
Tema troppo complesso per poterlo risolvere in poche righe. Se ci sono domande
specifiche, posso rispondere.
2) Gestione rischio in ambiente rurale e urbano, disastri ambientali, foreste sostenibili.
Quale la visione per una nuova pianificazione territoriale?
Anche questo è un tema troppo vario e complesso. Come Ordine di Belluno stiamo
predisponendo un documento sul rischio idrogeologico e sul ruolo della categoria, che
sarebbe nostra intenzione portare al congresso.
3) Dottore Agronomo e Dottore Forestale, un nuovo modello organizzativo tra
formazione continua, assicurazione obbligatoria per la prestazione e società tra
professionisti. Come confrontarsi e con quali aspettative rispetto a queste nuove
sfide?
Formazione continua:
• necessità di predisporre un Regolamento adeguato rispetto alle possibilità
organizzative degli Ordini e delle federazioni locali, non troppo ambizioso, cioè
• dare delega agli ordini provinciali/federazioni per l’accreditamento dei momenti
formativi
• non obbligare i dipendenti pubblici alla formazione obbligatoria, pena la loro probabile
fuoriuscita dall’Ordine
Assicurazione obbligatoria
• importanza di una polizza generale, a cui gli iscritti possano aderire
• plauso all’impegno del CONAF sulla materia
• utilità soprattutto per i neo iscritti e per chi svolge attività professionale in modo
saltuario
• per i professionisti che già operano a un certo livello non c’è nessuna novità, stante il
fatto che tutti possiedono una propria assicurazione
Società tra professionisti
• Non vedo particolari problemi e/o rischi