DALLO SVILUPPO SOSTENIBILE ALLA BIOECONOMIA – Risponde Gianpietro Bara, presidente dell’Ordine di Brescia

1) Trasferimento dell’innovazione dalla ricerca alle imprese. Quali gli strumenti e il ruolo del professionista Dottore Agronomo e Dottore Forestale?
Si evidenzia per i professionisti una difficoltà nel venire a conoscenza di progetti innovativi e ricerche in atto da parte enti ed istituzioni che la fanno (Università, CRA……).
Questo si traduce in un ritardo nel trasferimento dell’innovazione alla professione ed alle aziende.
Possibili azioni da attivare:
- Contrastare la sovrapposizione di competenze e ruoli
- Coinvolgere i centri ricerca nella formazione continua
- Promuovere la ricerca e le attività nel settore delle tecnologie verdi
- Progettare azioni strategiche per formare dottori agronomi e dottori forestali quali
intermediari dell’innovazione
- Creare un circolo virtuoso tra ricercatori, professionisti e utenti finali
- Creare un centro studi dei professionisti
2) Gestione rischio in ambiente rurale e urbano, disastri ambientali, foreste sostenibili. Quale la visione per una nuova pianificazione territoriale?
- Il dottore agronomo e il dottore forestale devono diventare i professionisti dell’extraurbano
- Anche una cattiva agricoltura può fare danni al territorio, non solo la cattiva pianificazione
Possibili azioni da attivare:
- Codificare un nuovo modello di pianificazione territoriale integrata, con attenzione al sistema extraurbano (dare impulso affinché vengano apportate modifiche alle leggi per la gestione del territorio, con la previsione di gruppi di pianificazione interdisciplinari e redazione di studi agronomici e forestali per la pianificazione del territorio extraurbano)
- Nella pianificazione, dare pari valore a territorio extraurbano e urbano
- Evitare la marginalizzazione di aree extraurbane (zone grigie, non più agricole, non ancora urbane), che ha come conseguenza l’inglobamento nell’urbano e il consumo di suolo
- Dimostrarsi capaci di elaborare progettualità e proposte per la prevenzione ed il ripristino del territorio che vadano al di là della rivendicazione delle competenze, ma siano evidenziabili per autorevolezza e scientificità (vedi caso PCB a Brescia).
3) Dottore Agronomo e Dottore Forestale, un nuovo modello organizzativo tra formazione continua, assicurazione obbligatoria per la prestazione e società tra professionisti. Come confrontarsi e con quali aspettative rispetto a queste nuove sfide?
- La riforma costituisce una scommessa per la categoria, che deve affrancarsi da un passato condizionato dal gregarismo per arrivare a una proposta di studi professionali multidisciplinari con dottori agronomi team leader.
Possibili azioni da attivare:
- Definire una modalità di esercizio dell’attività professionale originale e innovativa che si differenzi da cosa e come fanno altre categorie (architetti, Ingegneri,….) e che faccia percepire il valore aggiunto del dottore agronomo o forestale per il committente e la
società.
- Promuovere aggregazioni professionali (società e reti di professionisti) da sostenere con progetti specifici (anche con risorse economiche).
- Accrescere la capacità di comunicare la professione.
- Accrescere le capacità e il know-how per fare marketing professionale