DALLO SVILUPPO SOSTENIBILE ALLA BIOECONOMIA – Risponde Sabrina Diamanti, presidente dell’Ordine della Liguria

1) Trasferimento dell’innovazione dalla ricerca alle imprese. Quali gli strumenti e il ruolo del
professionista Dottore Agronomo e Dottore Forestale?
La nostra categoria professionale è l’unica in grado di valutare le reali esigenze aziendali e la
sfida maggiore consiste nell’individuare quali siano gli strumenti migliori per aiutare le piccole
e medie imprese a rimanere sul mercato, verificando quali siano i mezzi e gli strumenti
adeguati per riuscire a ridurre i costi di produzione anche in condizioni operative difficili (dal
punto di vista morfologico-ambientale, socio-culturale, di filiera)
2) Gestione rischio in ambiente rurale e urbano, disastri ambientali, foreste sostenibili. Quale
la visione per una nuova pianificazione territoriale?
Analizzando le problematiche a livello locale ritengo che l’unica possibilità sia che a livello
centrale ministeriale venga riconosciuta l’esigenza di istituire una “struttura” multidisciplinare
di supporto alla pianificazione, a qualunque scala territoriale ma senza dubbio a scala
regionale, in cui sia inserita d’obbligo la nostra categoria professionale. Si rischia altrimenti di
perdere energie per farsi ascoltare quando ormai è troppo tardi.
3) Dottore Agronomo e Dottore Forestale, un nuovo modello organizzativo tra formazione
continua, assicurazione obbligatoria per la prestazione e società tra professionisti. Come
confrontarsi e con quali aspettative rispetto a queste nuove sfide?
Ho sempre creduto nell’importanza della formazione continua, ed ho condiviso il percorso del
CONAF che ha anticipato i tempi con il regolamento per il triennio sperimentale. Questo
aspetto non nasconde certo problematiche, legate soprattutto ai numerosi ambiti operativi
che vedono interessata la nostra categoria professionale. Un aiuto potrebbe essere quello ci
organizzare a livello centrale alcuni corsi di aggiornamento legati a nuove opportunità (per
esempio il discorso delle fitofarmacie), regolamentare e diffondere corsi e-learning,
coordinare maggiormente le attività formative tra regioni o province vicinali.
L’assicurazione obbligatoria diventa sicuramente una garanzia sia per il professionista che
per il cliente, e la possibilità di stipulare la polizza collettiva che sta valutando il CONAF è
assolutamente unica e irripetibile.
Per l’ultimo punto scorgo alcune problematiche legate soprattutto a società multidisciplinari e
aspetti deontologici; indubbiamente la società può avere una maggiore evidenza sul mercato
rispetto al singolo professionista, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione a bandi.